Lampedusa e la VII arte - parte prima

Claudio AmendolaLampedusa, complice la sua bellezza e a causa delle vicissitudini che l’hanno vista in prima fila in una delle emergenze umanitarie più sconvolgenti degli ultimi anni: la migrazione dalle coste africane di migliaia di esseri umani in fuga dalle guerre e dalla fame, e, purtroppo, testimone anche dei tremendi naufragi e conseguenti morti che hanno costellato la storia di queste migrazioni, è stata e probabilmente sarà in futuro, d’ispirazione a molti registi e sceneggiatori.
Senza voler dare un ordine d’importanza citiamo alcune delle opere che l’hanno vista, a vario titolo, protagonista.
Mi piace cominciare da una miniserie tv di Rai fiction : “ Lampedusa - dall’orizzonte in poi”, per la regia di Marco Pontecorvo ed interpretata, fra gli altri, da Claudio Amendola nei panni di un maresciallo della Guardia Costiera alle prese con le difficoltà e l’impegno di salvare quante più vite vite possibili di quanti fuggono dalla loro terra e si imbarcano verso l’Italia; l’altra interprete, Carolina Crescentini, nei panni di di Viola, gestisce il centro di accoglienza dell’isola confrontandosi ogni giorno con le condizioni difficili del suo lavoro: le due puntate sono andate in onda il 20 ed il 21 settembre 2016 su Rai1.
Il documentario “Fuocoammare” del 2016, diretto da Gianfranco Rosi, ha ricevuto l’Orso d’Oro per il miglior film al Festival di Berlino dello stesso anno. Anche quest’opera trae spunto dalla tragedia dei migranti, dagli sbarchi che interessano l’isola di Lampedusa raccontandola attraverso gli occhi degli abitanti e raccontando anche le diverse interazioni che gli stessi hanno con i migranti. Certamente il grande impatto che quest’opera ha avuto si deve anche alla minuziosità di Rosi che ha vissuto per un anno intero a  Lampedusa e che ha preteso che il film venisse montato sull’isola stessa piuttosto che in uno studio. È interessante anche la scelta del titolo del film che pare si riferisca ad un fatto realmente accaduto durante la seconda Guerra mondiale quando una nave militare ancorata al porto, fu colpita dai bombardamenti incendiandosi ed illuminando tutto il porto e le acque antistanti tanto che gli isolani andavano in giro gridando, in siciliano stretto:
“ chi focu ammari ca ce stasera”; un’altra interpretazione, data dal giornalista Lee Marshall, invece vede nel titolo del film un richiamo a non mettere a fuoco certi accadimenti - i naufragi, le morti - se non come miraggi, come il Fuoco di Sant’Elmo dei marinai, indicando nel titolo le peculiarità dell’opera, miraggio e messa a fuoco che, secondo lui, sono insite nel film. È importante  ricordare che tutti gli interpreti del film, anche lo stesso Samuele, il ragazzino  attraverso i cui occhi si snoda il film ed il dr. Pietro Bartolo, non sono attori ma abitanti dellI’isola.
Questi sono solo alcune delle opere cinematografiche che ruotano attorno all’isola di Lampedusa. È arrivato il momento di prenderci un aperitivo e rimadare il resto alla prossima puntata!
 





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