La caccia alle balene 1

La caccia alla balena, che ci piaccia o meno, è una pratica antichissima, ci sono reperti archeologici che la fanno risalire a circa 6000 anni a.C. anche se, probabilmente, all’inizio più che di caccia come la immaginiamo oggi, si trattava di recuperare gli animali spiaggiati. Di certo le primissime attività di caccia si effettuavano sotto costa e il primo “sistema” di cui si ha notizia consisteva nel “circondare” i cetatcei e cercare di spingerli a riva. Non voglio entrare nel merito dell’etica della caccia in generale ma, di certo, ho le mie buone perplessità - per usare un eufemismo - quando al giorno d’oggi si continua a parlare di caccia e ad  una specie minacciata. Ma, al di là di ogni valutazione, cerchiamo di fare una piccola cronistoria e un punto di situazione sullo stato della caccia a questi straordinari cetacei. In effetti la pratica della caccia, pur essendo pratica antica, ha avuto il suo inizio “moderno” ad  opera dei popoli che abitavano la regione a cavallo tra la Spagna e la Francia conosciuta come paesi baschi: già nel IX secolo la caccia, con i baschi, assunse un carattere commerciale, d’altronde era facile approfittarne poiché le femmine gravide si recavano nel golfo di Biscaglia - prospicente la regione basca - per partorire. Ma già da allora la caccia senza freni provocò un depauperamento e dal 1400 i cacciatori dovettero spingersi verso il nord atlantico. Ben presto alla caccia alla balena si affacciarono anche gli inglesi e gli olandesi e le zone di caccia si spinsero fino all’estremo nord. Dal 1800 in poi  anche gli statunitensi entrarono nel business e le balene vennero cacciate anche nell’oceano pacifico: fu dal porto di New Bedford che il famoso romanziere Henry Melville, l’autore di Moby Dick, si imbarcò nel 1841. All’epoca, di questi cetacei, veniva utilizzato tutto, dalla carne al grasso, utilizzato come combustibile per le lampade, i fanoni poi venivano utilizzati come stecche per i corsetti femminili. Le tecniche e le navi baleniere si andarono via via ammodernando e la caccia alla balena si diffuse fino all’antartide, seppure il valore commerciale, specialmente nel campo energetico, venne a scadere con l’avvento dell’industria petrolifera. La caccia alla balena era comunque divenuta un affare internazionale e lo sfruttamento era arrivato a livelli insostenibili per questi cetacei e di questo si cominciò a rendersi conto nel 1925 con varie attività che sfociarono, nel 1931, al primo accordo internazionale ratificato da 22 nazioni per la regolamentazione della caccia alla balena a cui però non aderirono né la Germania né il Giappone. Nel 1948 venne fondata la Convenzione Internazionale per la regolamentazione della caccia alla balena e successivamente la Commissione Baleniera Internazionale (IWC) che, fra l’altro, ha avuto il compito di discernere fra la caccia commerciale e quella di sussistenza alle popolazioni indigene. Nonostante tutto le balene ed i cetacei in generale sono ancora ed ancor più una specie minacciata. Ma di quello che è lo scenario odierno parleremo più avanti.





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