Lampedusa, La storia ed il Principe

Quando si parla di “Principe” per antonomasia si pensa a Macchiavelli, il Principe di cui vorrei parlare invece è Tomasi di Lampedusa, a mio parere “principe per caso” perché, di certo, la Lampedusa che noi possiamo amare, al tempo non era certo una gran cosa. In effetti, Giulio I Tomasi, anche perchè molto più preso dalla religione che dagli affari, delegò sin da subito ad altri la gestione dell’isola, purché pagassero una sorta di affitto e, se non fosse stato per i Borboni, ora ci ritroveremmo una colonia inglese nel bel mezzo del mediterraneo visto che ben presto gli affidatari, subaffittarono, non si occuparono granché dell’isola, non pagarono quanto dovuto ed i Tomasi si videro costretti a cercare, con ogni mezzo, di disfarsi di questo “peso”. Ma cerchiamo di capire bene chi fossero questi Tomasi di Lampedusa. Della famiglia Tomasi si hanno le prime, confuse, notizie storiche nel VII secolo dalle quali emergerebbero due diverse ipotesi di genealogia: una parla di una famiglia “dè Leopardi” che da Roma seguí l’imperatore Costantino a Costantinopoli, l’altra indica in un tal “Thomaso il Leopardo” il capostipite, entrambe le ipotesi riconducibili ai bizantini ed a Costantinopoli. La famiglia sarebbe rientrata in Italia intorno al 650 stabilendosi nelle Marche e dando vita alla famiglia dei Leopardi di Recanati...vi ricorda qualcuno?? Ma le vicende genealogiche sono sempre molto intricate, di fatto la famiglia Tomasi rimanda come fondatore a Mario Tomasi nel 1551, vanta tre rami cadetti, Capua, Siena e Sicilia ed in quest’ultima regione, tenendo presente che qui i titoli nobiliari si potevano trasmettere anche in linea femminile e quindi è tutto ancora più intricato, trova fama grazie al famoso Giuseppe Tomasi di Lampedusa ed alla sua immortale opera “il Gattopardo” che racconta le vicissitudini del bisnonno Giulio Fabrizio Maria Tomasi Caro Traina IV, pari di Sicilia, Principe di Lampedusa, Duca di Palma, Barone di Montechiaro e Franconeri. Ma torniamo al primo principe: le notizie disponibili raccontano che nel 1630  Giulio I Tomasi duca di Palma e barone di Montechiaro viene insignito del titolo di Principe di Lampedusa - di certo in giovane età visto che era nato nel 1614 ma questa non è l’unica incongruenza nelle date. Nella maggior parte dei casi viene indicato che fu Carlo II di Spagna a concedere questo titolo, peccato però, almeno secondo l’enciclopedia Treccani, che quest’ultimo sia nato nel 1667 (altrove 1663) e morto nel 1700: a mio parere quindi, se fu un re spagnolo ad insignire il Tomasi del titolo di principe di Lampedusa nel 1630 poteva essere solo Filippo IV di Spagna (nato nel 1605 a Valladolid e morto a Madrid nel 1665), oppure è la data del 1630 ad essere inesatta. Comunque sia non fu un gran regalo per i Tomasi che si affrettarono, come abbiamo detto, ad affidarla ad altri fino a che, per nostra fortuna, non fu acquistata dai Borboni che, con l’invio del Sansivente sull’isola, ne decretarono l’ingresso in un’età moderna e di sviluppo.





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