Storie quotidiane a Lampedusa III

Lporta Lampedusaa gente è importante, costituisce l’anima dei luoghi, li rappresenta e ne è, a sua volta, forgiata.

Lampedusa, in quanto isola, ha legato i suoi abitanti principalmente al mare ed alle attività connesse, pesca, turismo e via dicendo. Questa volta, grazie sempre alle mie ricerche, ai video di “Lampedusa day by day”, a quelli di Ascanio Celestini su Lampedusa, vorrei raccontarvi di un mestiere antico, purtroppo ormai quasi scomparso ma che dal mare ha tratto, e non solo per la gente di Lampedusa e delle Pelagie, sostentamento.

Parliamo di sua maestà la spugna di mare o, scientificamente parlando, delle Phylum Porifera, un organismo vivente unicellulare - eh sì si tratta di un animale e non di un vegetale - che si divide in tre diverse classi di cui la demospugna è quella utilizzata a fini commerciali. Quelle delle Pelagie, scoperte quasi per caso, hanno avuto un’importanza dal punto di vista commerciale per Lampedusa per piu’ di cinquant’anni. Purtroppo anche loro hanno risentito di uno sfruttamento selvaggio e oggigiorno la loro pesca si è ridotta ad attività sporadica. A Lampedusa tuttavia resiste lo “Spugnificio Giovannino”, di cui Calogero (Raptis) è uno dei titolari ed a lui dobbiamo le spiegazioni sul trattamento delle spugne nonchè la scoperta che quelle delle Pelagie sono migliori delle altre perchè provengono da fondali sui 60/80 metri e questo le rende piu’ durevoli delle altre già come conformazione: se vi capita andate a guardarvi qualche video sul trattamento post raccolta, sarà senz’altro interessante e darà anche il giusto valore a questi animaletti!!

Altro personaggio di Lampedusa è Nicola che, con la sua “abitazione” a Cala Stretta, si definisce il “custode” dell’isola di Lampedusa.

Ed è proprio dall’abitazione di Nicola che dobbiamo partire per raccontare la sua storia: piu’ che di una casa vera e propria si tratta, a sentire lui, di un riadattamento di grotte e istallazioni militari. Nicola le ha senz’altro abbellite, ha piantato fiori e piante di cui va fiero, ha, appunto, reso vivibili - nei limiti del possibile e con i mezzi a disposizione - vecchi ruderi ed anfratti ma, così facendo, ha infranto la legge, almeno così dicono.

Nicola è fiero di ciò che ha fatto per quel piccolo pezzo d’isola, non parliamo certo di qualcosa di invasivo, ha un animo romantico e poetico, ama godere della natura e del panorama, magari mentre si accompagna con la sua chitarra ma...la legge è legge e così Nicola è diventato il “custode” dell’isola, nel senso che la sua abitazione è sotto sequestro ma, fortunatamente, a lui ne è affidata la custodia e può continuare a prendersene cura.

Un’altra piccola storia di quotidianeità isolana.





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